Mentre il paese sprofonda sempre più nell’abisso, l’Italia continua a pagare per i “salvataggi” altrui, che altro non sono che soldi veicolati ai debitori esteri in difficoltà (Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Cipro), che essi utilizzano poi per ripagare i creditori esteri (Deutschland über alles). Ne avevo già parlato qui, spiegando a chi servono i sacrifici dell’austerità. Ecco un passaggio che riassume il concetto:
[…] l’austerità in fondo serve a prendere denaro dalle tasche dei cittadini per trasferirlo nelle casse dello Stato; dalle casse dello Stato quei soldi finiscono in quelle delle istituzioni europee sovranazionali create per “salvare” gli Stati in difficoltà (parliamo del Fondo Salva Stati – EFSF- e del suo attuale erede, il Meccanismo Europeo di Stabilità -MES). Da questi organismi, i fondi vengono poi trasferiti ai paesi in difficoltà (Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e di recente Cipro), in modo che questi paesi possano così ripagare i propri debiti (per lo più privati, non pubblici!) e restituire i soldi ai loro creditori. E chi sono i loro creditori? In primis, banche tedesche che, da un lato, hanno acquistato i titoli di Stato dei paesi della periferia; ma, dall’altro, soprattutto, hanno prestato soldi a famiglie, aziende e banche del sud Europa, facendo così aumentare il debito privato verso l’estero di questi paesi.
Questo il quadro generale. Adesso passiamo i dati, che arrivano dall’ultimo Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d’Italia su Finanza pubblica, fabbisogno e debito, del 12 aprile 2013.
Il conto pagato dal nostro paese per far fronte agli “aiuti europei” ammonta a febbraio 2013 a 43 miliardi e 739 milioni di Euro (vedi la tabella sotto tratta dal documento della Banca d’Italia, p. 16). Per darvi un termine di paragone, l’Imu è costata ai contribuenti intorno ai 23 miliardi e 700 milioni di euro.
Come potete vedere nel solo mese di febbraio sono stati versati altri 691 milioni di euro al coro “Più Europa” e il conto è destinato a salire ulteriormente.
Infine, per gli amanti dei grafici eccone uno che riassume la cifra vista in precedenza (sempre dal solito Bollettino, p. 3):
Daniele Della Bona






Leggo solo oggi 6 giugno l’articolo. Mi complimento..non è facile trovare una indicazione puntuale che pone l’attenzione sulle dinamiche del debito e sull’impatto della crisi. Interessante !!
Anche io sto cercando di venire a capo dell’intricata matassa e sto esaminando gli aiuti di stato.
Grazie