In attesa che Trump definisca le misure tariffarie che colpiranno la Ue, Ursula von der Leyen si scaglia contro il Tycon: “L’Europa è pronta a vendicarsi” – I dazi sono tasse che comprometteranno ancor di più lo stato recessivo della nostra economia. Senza una importante risposta a livello fiscale dei nostri governi per occupazione e consumi, la vita degli italiani sarà ancora più stravolta.

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Oggi, per Donald Trump, in quello che lui definisce con toni epocali, il “Libaration Day per gli Usa”, è il giorno in cui il Tycoon, svelerà la sua strategia sui tanto propagandati dazi, che fin da prima della sua elezione minaccia di applicare sui prodotti che il mondo lavorando, gentilmente fornisce al consumo d’oltreoceano.
Quindi il “grande” giorno è arrivato. Oggi 2 Aprile, finalmente la propaganda dovrà concentrarsi sulla realtà dei fatti, ovvero sull’impatto che i dazi (tasse a tutti gli effetti), avranno sulle vite degli americani e di chi appunto lavora per far godere loro dei beni importati. Le tariffe colpiranno un’ampia gamma di paesi, inclusi gli alleati storici come l’Unione Europea, il Canada e il Messico. Si tratta di una misura che punterebbe a penalizzare i partner commerciali considerati, dagli Usa, responsabili di pratiche sleali, con l’obiettivo dichiarato da Trump, di riequilibrare il deficit commerciale statunitense.
Abbiamo già detto e scritto che tale obbiettivo è praticamente impossibile raggiugerlo attraverso l’imposizione dei dazi, qualora il dollaro permanga nel suo status di valuta di riserva globale. Tanto per ricordarlo, brevemente, se il mondo continua a comprare dollari, la conseguente svalutazione delle altre valute nei confronti del biglietto verde, derivante dalla diminuzione delle esportazioni verso gli USA, annullerà completamente l’effetto dei dazi.
Chiarito che, se Trump non svaluterà il dollaro, mai e poi mai riuscirà a riequilibrare la bilancia commerciale del suo paese – ammesso che questo sia un problema (e non lo è!, ndr) – dobbiamo capire allora cosa si nasconde dietro a questa mossa della nuova amministrazione di Washington.
Al netto dell’incompetenza in materia, che ormai fa parte del bagaglio tecnico del politico di professione, da sempre al servizio delle classi più abbienti, la voglia di far tornare a produrre internamente quello che da anni gli Stati Uniti importano, potrebbe essere una buona, ma non essenziale ragione, a giustificazione dell’azione di Trump.
E’ Trump stesso infatti a definire l’iniziativa, come un atto di “giustizia economica” necessaria a proteggere l’industria americana. Anche perché, quello che non vi dicono è che ad oggi, la situazione dazi tra Italia e Stati Uniti è notevolmente sbilanciata a nostro favore. Basterebbe citare il caso delle auto, che all’ingresso nel nostro continente vedono una tariffa del 10%, mentre gli Stati Uniti impongono solo un 2,5%.
Questo rende ancora più chiaro come i governi precedenti della Casa Bianca, abbiano dato una grossa mano alla lunga sopravvivenza del progetto mercantilista europeo. Quando a seguito della vicenda Airbus, ad Ottobre 2019, il WTO autorizzò dazi compensativi a favore degli Stati Uniti e, per l’Italia, questo si tradusse in dazi aggiuntivi del 25% sull’esportazione di formaggi Italiani come grana e parmigiano reggiano, ad esempio, e di liquori. Poi, con il cambio di amministrazione a Washington, si è addivenuti ad una tregua e l’applicazione dei dazi compensativi fu sospesa per un periodo di quattro mesi durante i quali Europa ed USA negozieranno una risoluzione alternativa della disputa commerciale. Per arrivare poi ad ottobre 2021 quando l’Amministrazione Biden eliminò i dazi aggiuntivi del 25% per l’importazione di acciaio e alluminio dall’Europa agli Stati Uniti, chiudendo definitivamente la disputa aperta al Wto. [1]
Al di là della narrativa che fa comodo ai soliti e dei fatti storici che dimostrano chiaramente come in fatto di dazi, la bilancia da sempre pende in favore degli esportatori europei, il problema che dovremmo affrontare, qualora Trump, come sembra sia intenzionato a fare, ribalti questa equazione, è chi consumerà questa produzione che presumibilmente non verrà più consumata dagli americani.
Intraprendere una guerra dei dazi, come ha dichiarato apertamente la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen: “L’Unione Europea è pronta a vendicarsi” – non servirà certamente a risolvere il problema. Anzi, dal momento che i dazi, come spesso ricordato rappresentano tasse, si tradurranno in costi più alti per chi produce e quindi in un aumento dei prezzi finali di vendita dei prodotti. E con i bilanci dei governi dei paesi europei, ormai definitivamente ingabbiati nel pareggio di bilancio, è impensabile che tale produzione possa essere consumata internamente, tanto più con prezzi in salita.
Per un paese come il nostro che dagli Stati Uniti importa principalmente prodotti che non produce, ai quali nemmeno può rinunciare, come petrolio, gas, prodotti farmaceutici e caffe non torrefatto, agire in modo vendicativo, rappresenta un autogol a tutti gli effetti. Immaginatevi che effetto avrebbe sul livello dei prezzi nel nostro paese, imporre dazi sull’importazione di energia. E l’effetto negativo che avrebbe sulla capacità di spesa degli italiani, un aumento sostanziale del costo dei farmaci. Per non parlare del nostro servizio sanitario.
Dal lato delle esportazioni, la situazione non è certo migliore dal momento che oltreoceano possono fare benissimo ameno dei nostri prodotti. Macchinari, prodotti alimentari e settore moda, che sono i principali beni esportati, sono tutte cose che gli americani possono benissimo trovare altrove.
Quindi, il problema rimane ed è anche di rilevanza importante. Con la Russia sanzionata ed una Cina esportatrice, a chi pensano a Palazzo Chigi di far consumare questa produzione? perché non consumarla, significa non averla venduta e tutti noi, ormai costretti a “masticare” un po’ di economia, sappiamo bene cosa accade alle aziende che non vendono e ai loro lavoratori!
Stay Tuned…. vediamo cosa ci racconta oggi Trump!
di Megas Alexandros
Fonte: https://megasalexandros.it/dazi-tu-che-dazio-anchio-pronti-a-ritorsioni-la-von-der-leyen-minaccia-trump/



