Ennesima riprova del fatto che il problema fondamentale che i governi devono affrontare oggi non è l’indebitamento pubblico ma quello privato (ne ho parlato qui e qui, spiegando le dinamiche qui): i debitori privati (famiglie e imprese) non riescono a ripagare i creditori privati (banche). Ecco che i governi devono intervenire a valle di un accumulo di debito privato per salvare gli istituti di credito (1600 miliardi il conto fra il 2008-2011 secondo la Commissione Europea) e sostenere con le briciole famiglie e imprese.
Prova di questa situazione viene fornita anche dal Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d’Italia del 9 aprile 2013. Ecco due immagini eloquenti tratte dal documento (entrambe a pagina 30):
Questa prima immagine mostra un ulteriore aumento delle sofferenze bancarie registrato a febbraio, ossia dell’ammontare dei prestiti che le banche (i creditori) non si vedono ripagati dai debitori. Ma chi sono i debitori che non riescono a ripagare?
Come vedete si tratta, nella quasi totalità dei casi, di famiglie e imprese (società non finanziarie).
Daniele Della Bona





